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mercoledì 30 gennaio 2013


Ogni giorno riceviamo una carezza in dono che come un velo invisibile e sottilissimo si posa sul palmo della nostra mano. Questo velo scompare nel momento in cui viene utilizzato, cioè nel momento in cui la carezza viene data, in qualche modo passata, a qualcuno. Se invece la carezza non viene data, quel velo impercettibile rimane lì sul palmo della mano e il giorno dopo a quel velo se ne aggiunge un altro, diventando un po’ più percettibile. Il giorno dopo se ne aggiunge un altro di velo, e il giorno seguente ancora uno. E così, carezza dopo carezza, quei troppi veli accumulati cominciano ad appesantire le mani, ne irrigidiscono i movimenti, tutte quelle carezze impilate una sull’altra si “solidificano”, e la carezza non è più capace di essere carezza: sa solo essere schiaffo. Dunque, secondo questa teoria, la carezza deve diventare un’abitudine quotidiana. Perché essere gentili, per quanto appaia semplice, non è una cosa naturale, ma qualcosa da tenere in costante allenamento. Di conseguenza, la violenza non è altro che gentilezza anchilosata, detriti di bontà non manifestata, buone intenzioni troppo a lungo rimandate. Per queste bellissime parole ringrazio Adalgisa, la nonna di Lorenzo De Rita.

mercoledì 30 maggio 2012

pubblicità


Ci sono programmi che parlano di pubblicità. Ci sono reality sulla pubblicità. 
E c'è anche un bel serial televisivo sulla pubblicità. In tanti parlano di pubblicità, molti la fanno, altri sanno cos’è e come funziona ma tutti cambiano canale quando compare nel bel mezzo di un film. Quasi nessuno si accorge che più è informata la preda più complessa e intelligente deve essere l’esca.